Una slide non è un documento. Il pubblico la guarda per pochi secondi mentre ascolta chi parla, spesso da lontano, a volte su uno schermo condiviso in videochiamata. Tutto ciò che richiede di essere letto con attenzione compete con la voce del relatore, e di solito vince la slide: il pubblico legge e smette di ascoltare.
Progettare slide leggibili significa quindi ridurre ciò che va letto e rendere immediato ciò che resta.
Un'idea per slide
La regola più utile è anche la più semplice: ogni diapositiva comunica una sola idea. Se una slide contiene il problema, la soluzione e i costi, sono tre slide.
Più diapositive con poco contenuto non allungano la presentazione: il tempo dipende da ciò che si dice, non dal numero di schermate. In compenso rendono più facile seguire il filo.
Titoli che affermano
Il titolo di una slide è spesso un'etichetta: «Risultati», «Costi», «Situazione attuale». Si può fare di meglio scrivendo come titolo la conclusione che la slide dimostra:
| Titolo etichetta | Titolo che afferma |
|---|---|
| Tempi di risposta | I tempi di risposta si sono dimezzati dopo la migrazione |
| Costi | Il nuovo sistema costa meno dell'attuale già dal secondo anno |
| Backup | Oggi i portatili non sono coperti da nessun backup |
Chi guarda capisce il punto anche senza leggere il resto, e chi scorre le slide dopo la presentazione ritrova il ragionamento leggendo solo i titoli.
Quanto testo
- Poche righe, brevi. Se una slide richiede frasi complete per essere capita, probabilmente quel testo appartiene alle note del relatore o a un documento da distribuire.
- Niente paragrafi. Un elenco puntato di tre o quattro voci di poche parole è il massimo ragionevole.
- Testo grande. Come indicazione, il corpo del testo raramente dovrebbe scendere sotto i 24 punti e i titoli stanno bene oltre i 32. Una prova pratica: guardate la slide a schermo intero da tre o quattro metri, o rimpicciolita come apparirebbe in una videochiamata.
- Font senza grazie e ben leggibili, al massimo due famiglie in tutta la presentazione.
Contrasto e colore
- Contrasto forte tra testo e sfondo: testo scuro su sfondo chiaro o il contrario. Le combinazioni medie, come grigio su azzurro, spariscono con i proiettori, che riducono il contrasto.
- Niente testo sopra fotografie senza una fascia di colore pieno dietro.
- Il colore come segnale, non come decorazione: un solo colore di evidenziazione per indicare ciò che conta.
- Non affidarsi solo al colore per distinguere le informazioni: chi ha difficoltà a distinguere rosso e verde non vedrà la differenza. Aggiungete etichette o forme.
Grafici nelle slide
Un grafico pensato per un report raramente funziona su una slide. Va semplificato:
- Mostrate solo i dati necessari al messaggio della slide. Se il punto è il confronto tra due anni, non servono gli altri otto.
- Etichettate direttamente le serie invece di usare una legenda separata.
- Togliete il superfluo: griglie fitte, bordi, effetti tridimensionali, ombre.
- Evidenziate l'elemento chiave con il colore di accento e lasciate il resto in grigio.
- Scrivete la conclusione nel titolo, come per le altre slide.
I grafici a torta con molte fette e quelli tridimensionali sono quasi sempre da evitare: rendono difficile confrontare le grandezze, che è proprio lo scopo del grafico.
Immagini
Un'immagine pertinente e di buona qualità, a tutta pagina, può valere più di un elenco. Le immagini decorative generiche, invece, occupano spazio senza aggiungere nulla. Le catture dello schermo vanno ritagliate sulla parte utile e ingrandite: un'interfaccia intera rimpicciolita su una slide è illeggibile.
Lo schema diapositiva
Lo schema diapositiva (in PowerPoint Visualizza › Schema diapositiva, in Impress Visualizza › Schema diapositiva) è l'equivalente degli stili in un documento di testo. Definisce font, colori, posizione di titoli e segnaposto, logo e numerazione per tutte le slide.
Lavorare sullo schema invece che sulle singole diapositive ha gli stessi vantaggi degli stili:
- cambiare un font o un colore aggiorna tutta la presentazione;
- titoli e testo restano sempre nella stessa posizione, e non «saltano» passando da una slide all'altra;
- i titoli inseriti nei segnaposto vengono riconosciuti come tali, il che conta per l'accessibilità e per l'esportazione in PDF.
Preparate pochi layout ben fatti, per esempio titolo e testo, titolo e immagine, slide di sezione, slide di chiusura, e usate sempre quelli.
Animazioni e transizioni
Usate le animazioni solo quando servono a qualcosa: far comparire i punti uno alla volta mentre se ne parla, o mostrare una sequenza. Transizioni elaborate tra una slide e l'altra distraggono e, in videochiamata, possono apparire a scatti.
In sintesi
- Una slide, un'idea: più diapositive semplici sono meglio di poche affollate.
- Titoli che affermano la conclusione rendono il ragionamento leggibile anche dopo.
- Poco testo, grande, con contrasto forte; il resto va nelle note del relatore.
- I grafici vanno semplificati, etichettati direttamente e con l'elemento chiave evidenziato.
- Lo schema diapositiva garantisce coerenza come gli stili in un documento.