Σ Fogli di calcolo

Scegliere il grafico giusto: linee, barre, torte e dispersione

Quale grafico usare in base alla domanda: andamento nel tempo, confronto, composizione o relazione tra variabili, e gli errori da evitare in assi e colori.

Ogni foglio di calcolo offre decine di tipi di grafico, e la tentazione è scegliere quello che sembra più accattivante. Ma un grafico serve a rispondere a una domanda, e ogni tipo di grafico è adatto a domande diverse. Scegliere bene significa che chi lo guarda capisce il messaggio in pochi secondi; scegliere male significa costringerlo a decifrare, o peggio, fargli capire una cosa sbagliata.

Parti dalla domanda

Prima di inserire il grafico chiediti che cosa deve mostrare. Le domande più comuni sono quattro:

Domanda Tipo di grafico adatto
Come è cambiato un valore nel tempo? linee
Quale categoria è più grande? barre o colonne
Di quali parti è composto un totale? barre in pila, a volte torta
C'è relazione tra due grandezze? dispersione

Andamento nel tempo: il grafico a linee

Per vendite mensili, temperature giornaliere, accessi settimanali a un sito, la linea è la scelta naturale: l'occhio segue la direzione e coglie subito crescite, cali e stagionalità. Alcune regole:

  • l'asse orizzontale deve rappresentare il tempo in ordine e a intervalli regolari;
  • se i dati hanno buchi (un mese senza rilevazione), decidi in modo consapevole se mostrare un vuoto o collegare i punti; nelle opzioni dei dati nascosti e delle celle vuote puoi scegliere;
  • più di quattro o cinque linee sovrapposte diventano illeggibili: valuta grafici separati affiancati con la stessa scala.

Le colonne possono funzionare per il tempo quando i periodi sono pochi e discreti, per esempio i dodici mesi di un anno, ma la linea resta più efficace per mostrare una tendenza.

Confronto tra categorie: barre e colonne

Per confrontare agenti, prodotti, regioni, il grafico a barre è il più leggibile, perché l'occhio confronta molto bene lunghezze allineate su una base comune.

  • Ordina le categorie per valore, dal più grande al più piccolo, a meno che abbiano un ordine naturale (fasce d'età, giorni della settimana). Un grafico ordinato si legge in un istante.
  • Barre orizzontali quando le etichette sono lunghe: i nomi dei prodotti restano leggibili senza essere ruotati.
  • L'asse dei valori deve partire da zero. Nelle barre la lunghezza rappresenta il valore: se l'asse parte da 90, una differenza tra 92 e 96 sembra un raddoppio.

Quest'ultimo punto è il più importante di tutto l'articolo. I fogli di calcolo a volte scelgono automaticamente un minimo diverso da zero: controlla sempre le opzioni dell'asse.

Composizione: pile e torte

Per mostrare come si compone un totale, le barre in pila mostrano insieme il totale e le sue parti. Funzionano bene con poche componenti; oltre quattro o cinque, i segmenti centrali diventano difficili da confrontare, perché non partono da una base comune.

La torta ha una cattiva reputazione, in parte meritata. L'occhio umano confronta male angoli e aree, quindi distinguere tra una fetta del 22% e una del 26% è quasi impossibile. Una torta può andare bene quando:

  • le parti sono poche, due o tre;
  • il messaggio è semplice, del tipo «quasi metà del fatturato viene da un solo cliente»;
  • le parti sommano davvero a un totale significativo.

Evita le torte tridimensionali: la prospettiva ingrandisce le fette in primo piano e falsa il confronto.

Relazioni: il grafico a dispersione

Per capire se due grandezze sono legate, per esempio prezzo e quantità venduta, o ore di formazione e numero di errori, il grafico a dispersione mostra ogni osservazione come un punto. Se i punti formano una nuvola allungata, c'è una relazione; se sono sparsi, probabilmente no.

Puoi aggiungere una linea di tendenza dalle opzioni del grafico, ma ricorda che una relazione visibile non dimostra che una grandezza causi l'altra.

Un errore comune è usare un grafico a linee per dati di questo tipo: la linea collega i punti nell'ordine delle righe, che di solito non ha alcun significato.

Due assi verticali: con cautela

Un grafico combinato con un asse secondario, per esempio fatturato in colonne e margine percentuale in linea, può essere utile, ma è facile da fraintendere: chi legge confronta l'altezza della linea con quella delle colonne, anche se le scale sono diverse. Se lo usi, etichetta chiaramente entrambi gli assi e usa colori che leghino ogni serie al proprio asse.

Pulizia e leggibilità

  • Un titolo che dice il messaggio, non solo l'argomento: «Le vendite al Sud sono raddoppiate nel 2025» è più utile di «Vendite per area».
  • Togli ciò che non serve: griglie fitte, bordi, effetti ombra, legende quando c'è una sola serie.
  • Etichette dei dati solo dove aiutano, per esempio sul valore finale di una linea.
  • Colori con un significato: un colore neutro per tutto e un colore acceso per la serie su cui vuoi attirare l'attenzione. Non affidarti solo al contrasto rosso e verde.

Nel mio lavoro, prima di consegnare un grafico, lo mostro per cinque secondi a qualcuno che non conosce i dati e gli chiedo che cosa ha capito. Se la risposta non coincide con il titolo, il grafico va rifatto.

In sintesi

  • Scegli il grafico in base alla domanda: tempo, confronto, composizione o relazione.
  • Linee per gli andamenti, barre ordinate per i confronti, dispersione per le relazioni.
  • Nelle barre l'asse dei valori deve partire da zero.
  • Usa la torta solo con poche parti e un messaggio semplice, mai in 3D.
  • Un titolo che esprime il messaggio e pochi colori con significato rendono il grafico leggibile.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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